La maggior parte degli attacchi informatici non sfonda una porta: bussa e si fa aprire. Si chiama phishing — email o messaggi che ti ingannano per rubarti password, dati o soldi. È la minaccia più diffusa per le piccole aziende, perché punta sulla persona, non sul computer.
Le trappole più comuni
- Finte fatture o solleciti di pagamento con allegato infetto.
- False PEC o email dalla “banca” che chiedono di confermare le credenziali.
- La finta richiesta urgente del titolare (“fai subito questo bonifico”).
- Avvisi di consegna pacchi o “il tuo account verrà bloccato”.
Come smascherarle
- Controlla il mittente vero, non il nome visualizzato: spesso l’indirizzo è simile ma sbagliato.
- Diffida dell’urgenza: la fretta è l’arma preferita dei truffatori.
- Non cliccare di getto: passa il mouse sul link e guarda dove porta davvero.
- Verifica per un altro canale: una richiesta strana? Chiama la persona.
- Mai inserire password da un link arrivato via email.
La difesa migliore è a strati
Nessun filtro blocca il 100% dei tentativi: serve tecnologia + persone. Per i nostri clienti uniamo filtri anti-spam, monitoraggio di sicurezza, autenticazione a due fattori (così la password rubata da sola non basta) e qualche minuto di formazione al team. Pochi accorgimenti che evitano grossi guai.
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